Capacità di comunicare informazioni accurate sui migranti (comunicazione interculturale). Capacità di discutere apertamente di questioni/differenze etniche e di rispondere con esempi basati sulla cultura: Il rafforzamento della comunicazione interculturale e la capacità di discutere apertamente e positivamente il tema delle differenze sono strettamente legati. La comunicazione interculturale non riguarda solo la traduzione linguistica, ma anche la comprensione e il rispetto delle differenze culturali, che comprendono valori, pratiche sociali e modi di pensare diversi. In Italia esistono diverse iniziative, portate avanti da enti nazionali e locali, che si occupano di comunicazione interculturale.
I progetti FAMI (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione), strumento finanziario istituito con il Regolamento UE 516/2014 e gestito dal Ministero dell’Interno, mirano a sostenere l’integrazione dei migranti anche attraverso attività di mediazione culturale e dialogo interculturale, fornendo anche formazione agli operatori. Questi progetti sono numerosi e si sviluppano con una forte base territoriale/regionale.
Una serie di eventi, attività e progetti a livello territoriale e locale, sviluppati tra gli altri da Caritas e Centro Astalli, facilitano il dialogo interculturale e aprono discussioni per costruire la comprensione reciproca.

Programmi comunali in città come Roma, Milano e Torino: le amministrazioni comunali di queste grandi città offrono iniziative che coinvolgono mediatori culturali per facilitare una comunicazione efficace tra le comunità di migranti e i residenti locali, soprattutto nelle istituzioni pubbliche. Questi programmi mirano a ridurre le barriere linguistiche e culturali, migliorando le interazioni nei servizi pubblici e nelle attività quotidiane. Le Regioni coordinano e promuovono le attività dei centri interculturali a livello locale. La Regione Emilia- Romagna, ad esempio, è particolarmente attiva in progetti e iniziative per l’integrazione dei migranti; nell’ambito di queste attività, ha sostenuto e finanziato il progetto “Il laboratorio di comunicazione interculturale: Modelli e pratiche della rete dei centri interculturali“.
Capacità di riconoscere e combattere il razzismo, gli stereotipi etnici e i miti tra le persone e le istituzioni (autoconsapevolezza): L’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – A Difesa delle Differenze (UNAR) svolge un ruolo importante in questo ambito e promuove progetti e iniziative volte a combattere il razzismo e gli stereotipi etnici. Anche l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) lavora ampiamente in Italia su programmi e iniziative che sostengono la coesione sociale e facilitano l’integrazione combattendo la discriminazione e la xenofobia, che possono essere rivolti anche agli operatori/professionisti.

Capacità di sviluppare e validare nuove tecniche di ricerca e di valutazione applicate al lavoro con i migranti (capacità di tenere registri accurati e di scrivere relazioni efficaci): La costruzione della consapevolezza dell’eterogeneità culturale può avvenire sicuramente attraverso la lettura di dossier/rapporti che vengono periodicamente pubblicati da vari enti (istituzionali e non). Ad esempio, il Centro Studi e Ricerche IDOS produce non solo un Dossier Statistico Immigrazione annuale, ma anche una serie di altre pubblicazioni e iniziative che si concentrano su vari aspetti legati all’immigrazione e alle comunità straniere in Italia. Queste pubblicazioni coinvolgono tutti gli stakeholder e la partecipazione attiva dei rappresentanti delle comunità nel processo di sviluppo dei contenuti.

