
Entro il 2030, garantire che tutti i discenti acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile, anche attraverso l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile e stili di vita sostenibili, i diritti umani, l’uguaglianza di genere, la promozione di una cultura della pace e della nonviolenza, la cittadinanza globale e l’apprezzamento della diversità culturale e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile. (UN 2015)
L‘educazione ambientale per la sostenibilità è emersa come una componente critica dell’apprendimento delle lingue, riflettendo una crescente consapevolezza globale dell’interconnessione tra lingua, cultura e ambiente. Questo approccio riconosce che la lingua non è solo uno strumento di comunicazione, ma anche un mezzo per comprendere e interagire con il mondo che ci circonda. Integrando l’educazione ambientale nell’insegnamento delle lingue, gli educatori possono mettere gli studenti in condizione di diventare cittadini globali informati e responsabili, in grado di affrontare le complesse sfide che il nostro pianeta deve affrontare.
Il contesto storico dell’educazione ambientale può essere fatto risalire all’inizio del XX secolo, quando cominciarono a emergere le preoccupazioni per l’esaurimento delle risorse e l’inquinamento. I primi sforzi si sono concentrati sullo studio della natura e sull’educazione alla conservazione, con l’obiettivo di instillare un senso di apprezzamento e di gestione del mondo naturale. Negli anni ’70 e ’80, l’educazione ambientale ha preso slancio con l’ascesa del movimento ambientalista e la pubblicazione di rapporti influenti come “Limiti alla crescita” e il “Rapporto Brundtland”. Questi rapporti hanno evidenziato l’urgente necessità di affrontare i problemi ambientali e promuovere lo sviluppo sostenibile.

La situazione attuale dell’educazione ambientale per la sostenibilità è caratterizzata da un crescente riconoscimento della necessità di integrare le problematiche ambientali in tutti gli aspetti dell’istruzione, compreso l’apprendimento delle lingue. Ciò è dovuto alla crescente urgenza delle sfide ambientali, come il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e l’inquinamento, nonché alla crescente consapevolezza delle dimensioni sociali ed economiche della sostenibilità. Vi è un crescente consenso sul fatto che l’educazione ambientale non dovrebbe essere una materia separata, ma piuttosto un tema trasversale integrato in tutti gli aspetti del curriculum.

Nell’apprendimento delle lingue, l’educazione ambientale può assumere diverse forme. Può comportare l’esplorazione del vocabolario e del discorso sulle questioni ambientali, l’analisi delle rappresentazioni culturali e linguistiche della natura e l’impegno in progetti che promuovono pratiche sostenibili. Può anche comportare una riflessione critica sui modi in cui il linguaggio può essere usato per modellare la nostra comprensione dell’ambiente e il nostro rapporto con il mondo naturale. Integrando l’educazione ambientale nell’insegnamento delle lingue, gli educatori possono aiutare gli studenti a sviluppare una comprensione più profonda delle questioni ambientali, a promuovere le capacità di pensiero critico e a coltivare un senso di responsabilità per il pianeta.
Le prospettive future per l’educazione ambientale sono promettenti, poiché vi è una crescente domanda di programmi educativi che preparino gli studenti ad affrontare le complesse sfide del XXI secolo. Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, adottati nel 2015, forniscono un quadro globale per affrontare le questioni ambientali, sociali ed economiche. L’istruzione è riconosciuta come un fattore chiave per il raggiungimento degli SDGs e l’educazione ambientale è considerata una componente essenziale di questo sforzo.
Nel contesto dell’apprendimento delle lingue, il futuro dell’educazione ambientale potrebbe comportare una maggiore enfasi sull’apprendimento esperienziale, in cui gli studenti si impegnano in attività e progetti pratici che li mettono in contatto con il mondo naturale. Potrebbe anche comportare un maggiore uso della tecnologia, come viaggi virtuali sul campo, simulazioni e strumenti di collaborazione online, per creare esperienze di apprendimento coinvolgenti e interattive. Inoltre, ci si può concentrare maggiormente su approcci interdisciplinari che integrano l’educazione ambientale con altre materie, come le scienze, gli studi sociali e le arti.

