Parità di genere nell’insegnamento delle lingue ai migranti
Sintesi
Come il genere influenza le questioni migratorie: possiamo immaginare l’esperienza di essere donna, transgender o cisgender, straniera, priva di documenti, povera, senza legami familiari e conoscenza della cultura o della lingua che ci circonda? In un mondo in cui la sfida dell’uguaglianza di genere è ancora più urgente e necessaria di fronte alle statistiche dell’orrore e della barbarie, i professionisti e i volontari devono considerare i processi di insegnamento delle lingue nazionali ai migranti come un’opportunità, come propone l’UNESCO, per emancipare e responsabilizzare chi subisce discriminazioni, e per sensibilizzare chi discrimina, attraverso l’educazione. Partendo dai principi che stanno alla base della cultura della pace, incentrati sui diritti universali, e collegandoli al femminismo in modo che i contenuti dei processi di insegnamento e apprendimento si confrontino con la violenza di genere e la discriminazione, avviando e formando i migranti sui fondamenti dei movimenti per l’uguaglianza. L’obiettivo è quello di sensibilizzare e intervenire contro la violenza di genere promuovendo un’educazione basata sull’uso di un linguaggio inclusivo e di approfondire, a partire dalla visibilità delle persone che subiscono discriminazioni, dalle loro voci e dalle loro esperienze, verso riflessioni che permettano loro di prendere coscienza delle minacce e dei pericoli che si annidano nel nuovo contesto e, a partire dall’accesso all’istruzione, di diventare empowered, di conoscere e poter partecipare ai movimenti di resistenza per l’uguaglianza.

